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Una chiacchierata con
Annabella Bottaro |

versione
germanico |
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Nota: questa intervista è stata
realizzata da Andrea Castellan (Casty) e Christoph Restel. |
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Annabella Bottaro, nata il 9 Settembre 1970, è la secondogenita di Luciano
Bottaro. Fin da piccola mostra interesse per il mondo dei fumetti: cresce
leggendo il CORRIERE DEI PICCOLI, rilegato in voluminosi libroni, ognuno
contenente un’annata, IL GIORNALINO e, naturalmente TOPOLINO. Ma, soprattutto, la
sua curiosità è rivolta verso il lavoro del padre: la facilità con cui vede
nascere dalla sua matita, con pochi e semplici tratti, paperi, topi, streghe,
funghi antropomorfi e altro, la portano spesso a imitarlo e, sedendosi alla
scrivania, di fronte a lui, cerca di ottenere gli stessi risultati.
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Luciano Bottaro nel suo studio a Rapallo (1995) |
In età
adulta si limita, inizialmente, ad affiancarlo con piccoli compiti. Bottaro
infatti le affida le indicazioni di colore, le re-impaginazioni e traduzioni dal
francese di vecchie storie da ristampare, quando egli non è in possesso degli
originali, finchè, dagli anni 90, si occupa del lettering di tutte le storie “
Bottariane ”, sia per Disney, sia per le edizioni Paoline, dove, proprio in
questi giorni, vengono pubblicate le ultime gags di PON PON realizzate
dall’artista.
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Uno dei
suoi personaggi più popolari: Pon Pon |
Attualmente si impegna a mantenere vivo l’interesse nei confronti
dell’opera del padre, attraverso mostre e pubblicazioni.
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Annabella Bottaro:
E’ trascorso un ” lungo” anno dalla scomparsa di mio padre, durante
il quale ho avuto modo di constatare la stima e l’affetto che il
mondo dei fumetti nutriva, e nutre, nei suoi confronti.
Non sono infatti mancate occasioni per ricordarlo: chi ha preferito
farlo con le parole, chi gli ha dedicato il proprio libro, chi, come
la Comixcomunity, ha istituito il “Premio Luciano Bottaro”,
inserendolo nell’ambito della manifestazione “I mestieri del fumetto”.
Soprattutto, in questo periodo, si stanno susseguendo alcune
iniziative legate al nome di mio padre, a partire dal bel volume,
uscito il mese scorso in Germania, edito dalla casa editrice Egmont
Ehpa Verlag: il Donald Duck Spezial Bottaro, un albo a colori che
ripropone nove storie risalenti agli anni 60 e 70 correlate da una
piccola biografia dell’autore e un omaggio dell’amico Diego Ceresa,
che ne ha curato anche l’inconfondibile lettering.
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Donald Duck
Spezial No 10 |
Risale invece a
pochi giorni fa la presentazione del volume “Un sorriso lungo una
vita: Luciano Bottaro”, edito dall’ ANAFI, in cui gli autori in 312
pagine ripercorrono la cinquantennale carriera di Luciano,
attraverso una dettagliata e documentata cronologia, un’intervista
inedita, approfondimenti relativi ai diversi periodi editoriali, il
tutto arricchito da numerose immagini e da una bibliografia finale.
Il “Bottarone”, come viene affettuosamente definito, è nato con
l’intento di far emergere la figura di Luciano Bottaro come autore
completo, spesso ignorata: infatti non tutti sanno che è il creatore
di tutti i suoi personaggi e che, nella maggior parte dei casi, è
l’ideatore delle storie che ha disegnato. Un grande riconoscimento
arriva anche dalla sua città natale: il 25 Novembre, anniversario
della sua scomparsa, Rapallo gli ha intitolato la pittoresca
piazzetta antistante il Castello sul mare, il monumento che egli ha
reso celebre in tutto il mondo riproducendolo spesso nelle avventure
dei suoi personaggi, a partire da Pepito, il famoso corsaro creato
negli anni 50, fino a Pinocchio, senza dimenticare “Zio Paperone e
il
ritratto sottratto” dove troviamo Paperino, in compagnia del ricco
zio, dirigersi proprio verso il Castello di Rapallo.
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La
piazzetta che Rapallo dedica al Maestro Luciano Bottaro,
inaugurata il 25 novembre 2007. |
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Luciano
Bottaro a Cartomics 2006; dietro a lui, Pepito |
Tutto questo mi
riempie di gioia e contribuisce a rendere meno dolorosa la sua
mancanza, spronandomi a continuare nel mio tentativo di riproporre
la sua opera e, magari, farla conoscere anche ai lettori più giovani.
Le premesse per il 2008 sono buone: al prossimo Festival de B.D. di
Angouleme verrà inaugurata un’esposizione in omaggio a Luciano che
proseguirà fino a Marzo; la casa editrice Comma 22 ha scelto mio
padre per dare avvio ad una nuova collana, curata da Luca Boschi, “I
Magnifici”, monografie dedicate ad alcuni autori di fumetti.
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Illustrazione con tutti i Personaggi Bottariani (1996)
utilizzata come cover del libro Anafi e del catalogo
che uscirà in Francia, in occasione dell'esposizione |
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Casty:
Queste tavole con i pirati sono davvero molto belle… puoi dirci
qualcosa di più?
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Tavola
inedita da un progetto di storie sui pirati (2000),
che Bottaro non potè completare |
Annabella Bottaro:
Era da tempo che mio padre pensava a questa serie dei pirati, di cui
aveva scritto alcune trame e studiato alcuni personaggi. Nel 2000 ne
realizzò 6 tavole per presentare poi il progetto in Disney: la cosa
avvenne però solo nel 2006 (troppo tardi!)… per questo sono rimaste
inedite.
Per quanto riguarda invece l’illustrazione de “L’isola del tesoro”…
Mio padre amava le immagini grandi, e non di rado rifaceva alcune
scene tratte da sue storie… Questa illustrazione risale agli anni
’90, se non ricordo male.
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Una tavola
di grandi dimensioni, dedicata a una delle sue
storie più celebri: "Paperino e l'isola del tesoro" - TL
216-AP |
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Casty: |
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Quindi tuo padre
scrisse e disegnò fino all'ultimo con immutato entusiasmo. Puoi
raccontarci qualcosa sugli ultimi anni, specialmente riguardo i suoi
lavori per Disney Italia? Le ultime sue storie pubblicate furono "Pippo
nel microcosmo - TL 2522-6" e "Pippo e la corona delle streghe -TL
2567-6"... furono effettivamente queste le sue ultime storie, oppure
c'è ancora qualcosa di completo, in attesa di pubblicazione? |
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Annabella Bottaro:
La fortuna di mio papà è stata quella di essere riuscito a fare
della sua passione un mestiere.
Infatti, prima di essere autore di fumetti, era un lettore di
fumetti: chiunque si rivolgesse a lui per qualche dubbio riguardo a
un personaggio, a un autore o a una data, sapeva di riceverne una
risposta certa . Ha amato il suo lavoro a tal punto che fino a
quando le forze glielo hanno permesso non ha abbandonato la matita:
risalgono, infatti, a qualche settimana prima della scomparsa le sue
ultime illustrazioni, che, a causa di problemi alla vista, non ha
completato ripassandole con la china.
Mio padre prediligeva, come credo sia naturale, i suoi personaggi,
che considerava come dei figli. Ma anche quando realizzava le storie
Disney il suo entusiasmo non veniva meno, a patto che potesse dar
sfogo alla fantasia creando mostri, streghe, deformando paperi o,
ancora meglio, Pippo, il suo preferito insieme a Nocciola.
Egli sosteneva che, potendo usufruire dell’immaginazione, era troppo
limitativo ricorrere all’attualità per l’ideazione di una storia.
Ti devo correggere riguardo l’ultima storia bottariana che in realtà
è “Zio Paperone e il trabiccolo- MD 33-1” , pubblicata su Maestri
Disney uscito a Gennaio 2007, dedicato alla Scuola di Rapallo, e in
cui riappare il Dottor Zantaf, lo scienziato folle inventato da
Luciano nel 1968. In seguito ha realizzato alcune illustrazioni di
paperi deformati, che lo divertivano molto e non gli comportavano
grande fatica; inoltre avrebbe dovuto dedicarsi alle serie dei
pirati di cui dicevo prima.
Al di fuori dell’ambito Disney c’è invece una storia completa
inedita disegnata in collaborazione con l’amico Tiberio Colantuoni,
scomparso a un mese di distanza da Luciano, su soggetto di una
ammiratore francese, dal titolo “Pousslabal”, ambientata a Cartagine.
Non dimenticherò mai la sua voglia di rimettersi in fretta dalla
malattia, per poter tornare al lavoro e portare avanti i suoi mille
progetti, che, come ha detto lui stesso in un’intervista, “…non
sarebbe bastata un’altra vita per concretizzarli tutti”.
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Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Com'è stato crescere con un padre che inventa e disegna storie?
Intendo, vi faceva partecipi del suo lavoro, ve le raccontava, vi
chiedeva un'opinione? Potevate stare con lui nel suo studio, oppure
quello era una sorta di "area riservata" da cui poi uscivano... le
magie?
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Annabella Bottaro:
Mia madre e mia sorella non hanno mai mostrato particolare interesse
per il lavoro di mio padre, al contrario di me che invece, non
perdevo occasione per entrare nello studio… e, se in quel momento
era alle prese con la macchina da scrivere, intento a ideare una
storia, sapevo che non dovevo disturbarlo e tornavo indietro… se
invece dalla stanza proveniva il suono della radio era il segnale
che potevo entrare perché stava disegnando.
Mi piaceva stare lì ad osservarlo, vedere le pagine che di giorno in
giorno prendevano forma: semplici schizzi, rigorosamente fatti con
matita blu, diventavano via via sempre più definiti grazie a quel
pennellino che tanto mi affascinava per la semplicità con cui lo
usava; terminava infine con le indicazioni di colore, componente
molto importante della sua opera, che però non sempre venivano
seguite dagli editori . Mio papà era molto critico nei propri
confronti, i suoi disegni gli sembravano sempre brutti, le trame
incomprensibili: allora si rivolgeva a me per averne conferma… ma
difficilmente mi trovava d’accordo con lui, raramente ha fatto cose
che non mi sono piaciute. |
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Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
Tuo padre era consapevole di quante persone, in tutto il mondo,
amavano e amano i suoi lavori? Egli applicava la sua arte al fumetto,
ma non perdeva mai di vista il fatto che alla fine i suoi lettori
erano i bambini: era questo l'importante per lui, ovvero il poter
fare qualcosa di bello per i bambini e i ragazzi?
Annabella Bottaro:
Mio padre ha ricevuto molte testimonianze di stima: arrivavano
lettere di ammiratori, soprattutto dalla Francia, che gli scrivevano
di essere cresciuti leggendo le sue storie; riceveva telefonate da
persone che volevano conoscerlo, verso le quali era sempre
disponibile… Ma, al tempo stesso, viveva nella piccola realtà di
Rapallo dove la maggior parte delle persone, tra cui addirittura
alcuni parenti, non avevano la minima idea di quello che facesse: sì,
sapevano che era un disegnatore, ma nulla di più. Per questo non
credo che fosse pienamente consapevole dell’importanza e del seguito
che ha avuto nel mondo… io stessa, a volta ne sono meravigliata.
Direi che tutte le storie di Luciano hanno due chiavi di lettura.
Certamente sono rivolte ad un pubblico di bambini, verso i quali
egli nutriva grande rispetto e dai quali riceveva le più grandi
soddisfazioni: ne è dimostrazione il fatto che nei suoi cassetti
sono conservati tutti i disegni che, nel corso degli anni, i piccoli
lettori gli hanno regalato come segno di affetto. Ma sono rivolte
anche ad pubblico più adulto:da una lettura più approfondita,
infatti, si può capire che dietro a questi personaggi ci siamo noi,
con i problemi di tutti i giorni; dunque per Luciano la narrazione
era anche un mezzo per affrontare tematiche reali.
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Christoph Restel (lustige-taschenbuecher.de):
C'è la possibilità che tu, come sua figlia, porti avanti il suo
meraviglioso stile di disegno? Non dico di copiarlo, ma qualcosa che
abbia relazione con il suo stile...
In breve, tu disegni? O magari dipingi?
Annabella Bottaro:
No, purtroppo nè io nè mia sorella abbiamo eredito il talento di
nostro padre che, con grande rammarico, pensava al fatto che, un
giorno, nessuno avrebbe portato avanti il suo mondo fantastico. E così è stato. Mi ripeteva sempre che quando ero
piccola disegnavo bene anche se, a rivederli adesso, i miei disegni
sembrano solo “scarabocchi”…
Ma ho subito una battuta d’arresto quando a scuola mi hanno
insegnato a copiare. Secondo papà il saper copiare non voleva
assolutamente dire saper disegnare, anzi ne frenava la vena
inventiva. L’unica cosa che sono capace di fare in questo mestiere,
e neppure tanto bene, è la calligrafa: è stato proprio mio papà a
indirizzarmi verso questa attività, perché gli permetteva di poter
consegnare le tavole finite, senza dover calcolare lo spazio
occupato dal lettering… inoltre, ero sempre a sua disposizione anche
per tutte le scritte che gli occorrevano e di cui non amava
occuparsi. |
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